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 “Riqualificazione urbanistica e funzionale del nodo Termini e di Piazza dei Cinquecento”

Piazza dei Cinquecento

Roma

2017 - 2018

Abstract | stato di fatto

Siamo nella Piazza dei Cinquecento, ci troviamo sotto la grande pensilina che marca la soglia della stazione Termini, l’accesso privilegiato alla città. Quest’area ad oggi si presenta come una distesa indefinita in cui il traffico di autobus e taxi risulta essere l’unico protagonista della scena, insieme ai flussi di cittadini e turisti che invano cercano di riconoscere i punti di riferimento; sulla destra alcuni frammenti delle Mura Serviane si affacciano silenziosamente e sullo sfondo, tra i pini, si intravede una antica costruzione, parti sopravvissute delle antiche terme romane. A causa della sovrapposizione dei flussi carrabili e pedonali, la lettura del luogo risulta di difficile comprensione e questo aspetto disorienta chiunque si trovi ad attraversarlo.

Concept | i vincoli e le linee guida progettuali

L’approccio compositivo è stato spinto dalla necessità di ricucire le relazioni tra le parti riordinando questo luogo denso di valori storici e monumentali fin dall’epoca antica. La prima operazione è stata quella di separare i flussi carrabili dai flussi pedonali, con la realizzazione di uno scavo in cui è stata collocata la nuova area capolinea bus ed è stato indirizzato il traffico privato, decongestionato grazie all’inserimento di sistemi di rotatorie e la conseguente eliminazione di buona parte dei semafori presenti nell’area.

L’idea progettuale si pone l’obiettivo di risolvere le diverse questioni funzionali e sociali dell’area con il disegno di un’ampia piastra in grado di restituire una dimensione umana alla Piazza dei Cinquecento, ridefinendone i bordi; e valorizzando gli accessi alle aree di interesse culturale tramite una rete di percorsi con il fine di orientare il fruitore all’interno di questo nodo cosi singolare della città di Roma.

Scavo | separazione percorrenza carrabile

La stazione Termini rappresenta il più importante nodo di interscambio di Roma e della sua area metropolitana, in essa confluiscono sia le linee urbane che i collegamenti regionali, le linee shuttle per Aeroporto Ciampino e Fiumicino e linee Bus Turistici. Il grande invaso urbano è attualmente condizionato da un’organizzazione spaziale sviluppata nel tempo per rincorrere quasi esclusivamente i fabbisogni funzionali legati alla mobilità; per tale motivo nella prima fase progettuale ci si è posti l’obiettivo di riorganizzare l’intero sistema della mobilità pubblica e privata.L’intervento prevede il posizionamento dell’area capolinea bus ad una quota inferiore e la conseguente messa in sicurezza dei percorsi pedonali in quota, la connessione della nuova stazione con gli accessi alle linee A e B della metropolitana, l’eliminazione dell’area del parcheggio auto, la risistemazione dell’area dedicata al Kiss and Ride e infine la rimodulazione del sistema del verde che ad oggi blocca ogni visuale rispetto all’insieme.

Il progetto del nuovo capolinea prevede l’inserimento di un’area di servizio, e il posizionamento di diversi collegamenti verticali in grado di ridistribuire il grande flusso di fruitori dell’area.

Con lo scavo per la realizzazione del capolinea dei bus si considera inoltre la rara occasione di mettere in luce il perimetro esterno delle terme di Dioclezianorimasto per lungo tempo nascosto sotto il manto stradale. Queste rovine verranno valorizzati grazie all’inserimento di una rampa in grado di permettere la discesa alla quota degli antichi resti, dichiarando in questo modo la presenta di un sito di grande importanza archeologica.

Piastra| valorizzazione connessioni pedonali

Ci troviamo in un luogo reso ancor più importante inseguito alla realizzazione della stazione centrale di Roma. Ad oggi l’arrivo alla città è marcato da una serie di elementi dalla tipologia e ubicazione disorganica che definiscono un ambiente urbano estremamente frammentario e parcellizzato:un’estesa area asfaltata che ha progressivamente perso la dimensione dello spazio pubblico dal punto di vista sociale e spaziale, dando luogo a una frequentazione confusa ed eterogenea che alimenta la percezione di insicurezza, data dalla mancanza di identità e di unitarietà del luogo.

Con il fine di restituire un nuovo racconto ordinato e ricco dell’area, in analisi si è scelto di utilizzare un unico elemento continuo. La grande copertura ha la duplice funzione di coprire lo scavo delimitando un ambiente coperto e aperto con particolare attenzione all’illuminazione zenitale dell’area ipogea,assicurarando in quota la continuità fisica del corpo stazione con le terme di Diocleziano e il Palazzo Massimo, indirizzando i flussi pedonali e valorizzando le soglie di accesso a queste emergenze architettoniche. Sul lato in cui emergono le Mura Serviane è previsto il ridimensionamento dell’area ‘molo’ taxi in modo da ripristinare la continuità dello spazio pedonale sotto la grande pensilina della stazione e in prossimità dei resti antichi, il traffico dei taxi viene portato ad una quota leggermente inferiore rispetto alla copertura e viene delimitato da un parapetto pieno in grado di ripristinare la visione d’insieme dell’emergenza archeologica. Grazie ad un leggero dislivello questo nuovo elemento progettuale assicura la possibilità di delimitare l’estensione della piazza dei cinquecento restituendole una dimensione umana ed confortevole.

Parterre| organizzazione fisica e funzionale dello spazio pubblico

Parterre urbano: Con il fine di realizzare nuove piazze e aree che favoriscano la socializzazione e l’aggregazione, si è proceduto alla individuazione di nuovi spazi pedonali adeguatamente dimensionati rispetto alle funzioni e ai flussi da seguire, quelli turistici e sistematici, con la messa in sicurezza e la valorizzazione degli itinerari religiosi, di pellegrinaggio, paesaggistici e storico monumentali anche nei loro aspetti meno noti. La riqualificazione di quest’ampia area è orientata anche attraverso la ricollocazione di alcune attività commerciali (stand turistici, chioschi dei giornali e area ristoro) e soprattutto con l’abbattimento delle barriere architettoniche nell’organizzazione dei flussi pedonali; lasciando la possibilità di inserire funzioni anche di carattere temporaneo.

Parterre naturale.

Il progetto prevede l’impiego di pavimentazioni in materiali naturali (travertino, selce) e per la sistemazione di aree a verde propone l’utilizzo di specie vegetali locali in grado di partecipare all’assorbimento delle emissioni inquinanti in atmosfera, favorendo anche una sufficiente evapotraspirazione, al fine di garantire un adeguato microclima, con l’obiettivo di incrementare il sistema vegetazionale dell’area. Inoltre nelle scelte progettuali sono presenti soluzioni tecniche per il riutilizzo delle acque piovane che per mezzo di sistemi di accumulo, possano essere adoperate per l’irrigazione delle aree verdi.

La questione ambientale diventa centrale e si prevederà la promozione di una mobilità sostenibile con una progressiva riduzione dei livelli di traffico privato a favore dei mezzi collettivi in modo tale che l’ingombro fisico dell’auto non potrà più alterare il paesaggio e lo spazio disponibile:  Forte implementazione della rete tranviaria per il trasposto di media capacità, e un programma di sviluppo per una capillare rete ciclabile. Riorganizzazione del traffico su Via Giolitti, via Marsala e nelle aree del progetto, sistemazione delle aree per i mezzi dei pullman Gran Turismo, dei marciapiedi, pedonalizzazione di largo di Villa Peretti e di una parte di via D’Azeglio e, infine, la riprogettazione di Piazza dell’Indipendenza.

Progetti

41°51'22.9"N

12°27'27.9"E

Rome

16°

Clouds